Dal 28 al 30 novembre il workshop “Vivere nel Real Albergo dei Poveri”. Tra Napoli e Giugliano 40 architetti in erba studiano proposte di dialogo fra antico e nuovo

E’ cominciato con la visita agli spazi già in uso, agli ambienti restaurati, ai cantieri in corso ed alle zone ancora degradate ed in attesa di finanziamenti per dare inizio alle lavorazioni progettate e si è chiuso con la cerimonia di premiazione: protagonisti il Real Albergo dei Poveri a Napoli, il più grande edificio del XVIII secolo in Europa, e oltre 40 fra studenti e neolaureati in Architettura dell’Università Federico II di Napoli. Sono loro che hanno animato il workshop “Vivere nel Real Albergo dei Poveri” organizzato da Instaura Lab (Andrea Damiati e Vincenzo Iovine), in collaborazione con la società B5 srl Engineering (Francesca e Ugo Brancaccio), con il DiARC, Dipartimento di Architettura dell’Università di Napoli, e con l’Hub Spa di Giugliano.

Primo appuntamento venerdì 28 novembre in piazza Carlo III, ultimo domenica 30 nei locali della HUB spa a Palazzo Palumbo a Giugliano: tre giorni di sopralluoghi, lezioni, dibattiti, laboratori progettuali e soprattutto di approfondimento sui temi del restauro, del riuso, del dialogo fra antico e nuovo, l’integrazione ambientale e sociale. Con i suoi 361 metri di facciata e i 110.000 metri quadrati coperti, il Real Albergo dei Poveri è un pezzo della città di Napoli: le ragazze e i ragazzi del workshop hanno lavorato alla possibilità di destinare una minuscola porzione, appena 2.000 mq, ad un centro di accoglienza per senza fissa dimora, come luogo di integrazione con il quartiere, anche attraverso spazi all’aperto destinati ad orti urbani ed alla condivisione.

Fra gli strumenti a loro disposizione, la conoscenza dello stato dei luoghi, le indicazioni dei tutor e i contributi offerti dalle lezioni dei docenti Renata Picone, Alessandro Castagnaro, Nicola Flora, Paolo Giardiello, Fabio Mangone e Marella Santangelo del DiARC, e dei professionisti Francesca Brancaccio (Ceo & co-founder di B5 srl Engineering), e Massimo Pica Ciamarra, già docente dell’ateneo napoletano e Ceo & founder di Pica Ciamarra e Associati. A guidarli nelle attività di laboratorio, fra le pareti affrescate in stile pompeiano di Palazzo Palumbo, sede di Hub Spa, tutor qualificati e di comprovata esperienza: Stefano Di Benedetto e Marina Di Guida, architetti senior della B5 Srl Engineering, con Alessandra Basile e Giuliana Sandulli, energiche professioniste della onlus napoletana Archintorno.

Tre giorni di lavoro di grande creatività e riflessione nel campo della progettazione e del restauro: una positiva sfida al degrado sociale ed urbano di cui spesso l’area nord di Napoli diviene troppo semplicisticamente l’icona negativa”, sottolinea Nicola Flora. Per Francesca Brancaccioè stata un’occasione per le nuove generazioni di misurarsi con la progettazione su un’idea concreta di città. Scegliere il Real Albergo dei Poveri, calibrandone la sperimentazione di co-working su una piccola porzione, ha per noi professionisti che ci lavoriamo da anni una forte valenza simbolica: condividere conoscenze, verificare insieme e trasmettere – fra aspetti tangibili ed intangibili – una idea di civitas”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Alessandra Basile e Giuliana Sandulli: “Con questo workshop Instaura è riuscita a mettere in connessione professionisti del settore, studenti di Architettura e professori universitari, in un fine settimana di lavoro serrato dove gli studenti hanno potuto capire gli avanzamenti e la metodologia d’intervento di un progetto di restauro di grande pregio come quello del Real Albergo dei Poveri. Un’ iniziativa da ripetere anche per altri edifici storici, così da innescare un dibattito sul patrimonio in disuso della nostra città“.

Fra gli oltre 40 giovani progettisti, suddivisi in 10 squadre, due team ex aequo si sono aggiudicati il titolo di miglior elaborato prodotto. Il gruppo Micro Spazio, Macro Luoghi (Antonio Buonaurio, Raffaella Esposito, Roberta Martucci, Finau Claudio Savarese e Luisa Scotto di Fasano) ha commentato così: “un’esperienza estremamente formativa su un tema importante… abbiamo socializzato alla svelta, le lezioni ci hanno arricchito ed aiutato a portare avanti, in una idea strutturata di progetto, il dialogo tra preesistente e nuove funzioni. La piattaforma del workshop ci è sembrata estremamente utile per affrontare queste tematiche, che saranno gli argomenti del nostro futuro”. Per l’altro gruppo vincitore, i Red Ribbon (Francesca Paola Piccolo, Chiara Piccoli e Luisa Romano) il workshop “è stata una bellissima esperienza, in cui abbiamo condiviso di idee e modalità di creazione progettuale. Un’esperienza che ci piacerebbe ripetere, perché densa di spunti di riflessione, oltretutto in un clima culturalmente stimolante e piacevole”.

I materiali elaborati saranno esposti temporaneamente a Palazzo Palumbo a Giugliano, quindi a Palazzo Gravina, sede del DiARC, e poi in mostra permanente negli spazi già restaurati dell’Albergo dei Poveri. Ai vincitori una tessera per accedere agli spazi di co-working di Giugliano Hub Spa, luogo di promozione di innovazione sociale.