Appalto per la valorizzazione integrata delle mura urbiche: recupero e fruizione – – Tratto nord-occidentale. Sistemazione ex area Carlo Pranzo –  Lecce

Committente: comune di Lecce
Consulenza alla progettazione: B5 srl (arch. Francesca Brancaccio, ing. Ugo Brancaccio) – prof. Giovanni Carbonara, prof Mauro Matteini, Equlibrarte srl (Antonio Iaccarino, Carlo Serino)
Impresa esecutrice: Vincenzo Capriello srl

 

Cenni storici

Lecce aveva le sue mura molto prima che i Saraceni guidati da Maometto II, nel XV secolo, cominciassero a minacciare con le loro scorribande il Regno di Napoli.
Sin dall’età messapica (IV-III sec. a.C.) la città era circondata da una cinta realizzata con una tecnica costruttiva tipica dei maggiori insediamenti del Salento: l’alzato era fatto con blocchi squadrati di forma parallelepipeda in pietra leccese, disposti su più filari senza malta o leganti e rifiniti dagli scalpellini, le fondazioni erano realizzate con blocchi più irregolari.
A Lecce quindi l’abitato è sempre stato racchiuso in una possente struttura difensiva.
Struttura difensiva che nel corso dei secoli fu periodicamente violata e abbattuta da diversi conquistatori.

Il Cinquecento fu un’epoca di grande stravolgimento per la configurazione urbanistica della città. Carlo V D’Asburgo e il suo stato maggiore compresero che la Puglia era la Porta sull’Oriente e, senza un adeguato sistema di fortificazioni, i Turchi avrebbero potuto invadere il Regno con relativa facilità. Lecce fu dotata di una cinta muraria fortificata “alla moderna” (Città- Fortezza) e contemporaneamente, per rispondere alle mire espansive del potere religioso, si dotò di un articolato sistema chiesa-convento che, sovrapponendosi al minuto tessuto medioevale con la magnificenza di numerose nuove fabbriche, formò l’asse portante dell’attuale configurazione della città antica (Città-Chiesa). Le due anime architettoniche, militare e religiosa, non sono tra loro in contrasto, anzi, il tessuto urbano, nell’assumere i connotati della Lecce Moderna, si caratterizza per la particolare identità: Fortezza della Fede “Antemurale di tutta la cristiana religione contro i Turchi”.

Nasce in questo periodo l’immagine di Lecce città di “meraviglie”, ricca di “magnifici giardini”, una “conca d’oro”1 che nulla ha da invidiare a quella palermitana2. Una “conca” resa fertile da un sistema di pozzi e di cisterne, che al pari di “fiumi perpetui” riversano “vene d’acque dolci chiarissime”, dove accanto alla “eccellente pietra” che viene cavata per costruire “edifici pubblici e privati”, zampilla “fonte di chiare e fresche acque”3.
Al di là di qualche accento retorico, ancora oggi agli occhi del visitatore risalta il dato che i cronisti del Cinquecento avevano colto disegnando l’immagine della città e parlando dei “profondi pozzi scavati nella pietra fino all’acqua”: l’Acqua e la Pietra sono elementi simbiotici del paesaggio salentino. L’acqua sgorga con la sua simbologia di delfini, ninfe e divinità marine, con gli elementi ornamentali per le tante cisterne, fontane e pozzi, nei chiostri di monasteri e conventi, negli atri delle case a corte, gli androni dei palazzi ducali e baronali, nei giardini signorili.

Sulle “Mura di Carlo V ” i giardini si diffondono soprattutto nel Settecento, con una particolare struttura di giardino pensile, ancora visibile nella parte della cinta che affaccia sui viali. Sfruttando i camminamenti di ronda, una serie di colonnati sorreggevano pergolati che si raccordavano ai giardini sottostanti al piano terra attraverso scalette realizzate nello spessore della cita muraria: è questo il caso del giardino di palazzo Giaconia4.

(1)De Ferrariis, Antonio, detto Galateo (Galatone metà XV sec - Lecce, 1517) 
(2) e (3) Jacopo Antonio Ferrari, Apologia paradossica della città di Lecce 
(4) tratto da B. Pellegrino, O. Confessore, Breve storia di Lecce - Editore Pacini, 2009

 

Il progetto

Il progetto prevede, nella generale riqualificazione dell’area urbana all’ingresso nord della città di Lecce, il restauro, il recupero di manufatti antichi e la rifunzionalizzazione di un circuito di fruizione turistico-culturale intorno alla Cinta muraria fortificata (XVI secolo).

L’intervento va a completare le precedenti operazioni di restauro del Castello di Carlo V e delle tre porte di accesso, Porta Napoli, Porta S. Biagio e Porta Rudiae.

Il progetto a base di gara si articola in due stralci funzionali.
Il 1° stralcio ordina:

  • A. Restauro architettonico e funzionale delle Mura urbiche (cinta muraria e bastione S.Francesco) compreso lo svuotamento del fossato
  • B. Recupero dell’edificio su via L. Leo necessario per il funzionamento del circuito di fruizione
  • C. Creazione di un percorso di fruizione sotto-sopra- dentro le Mura urbiche

Con il 2° stralcio di completamento si realizzeranno invece la sistemazione dell’area ex Carlo Pranzo e del giardino storico di palazzo Giaconia.

Il manufatto è il principale attrattore naturale ed elemento cardine di un sistema di fruizione turistico-culturale della città. Il recupero della cinta fortificata è occasione per riqualificare l’area Nord, il cui ingresso alla città è oggi congestionato e poco significativo. Con la restituzione di identità e funzionalità, si trasforma in una porta che conduce alle mura e al centro antico.

Le potenzialità dell’area di intervento nascono dalla sua particolare posizione tra le Mura urbiche e il viale alberato carrabile (nel tratto denominato via Francesco Calasso e via Michele di Pietro) che – persa la sua funzione storica originaria di viale extraurbano di passeggio – è ora circonvallazione interna della città. L’obiettivo è trasformarla in un’area-filtro tra la città storica e la città moderna, tra memoria e contemporaneità, strada di accesso al cuore pulsante di Lecce.

 

Il bastione San Francesco

“L’addizione cinquecentesca” consiste in un doppio bastione a tanaglia, due elementi pentagonali su tre livelli (piano interrato, primo e coperture) collegati tra loro da un corridore, garantito oggi solo al livello interrato e privo di copertura al primo piano. Si intravedono tracce della preesistente copertura sulla muratura di imposta. Le due facce di ciascun bastione erano cieche, senza nemmeno un’ apertura verso l’esterno.

L’interno dei bastioni è caratterizzato dall’imponenza delle masse murarie, dalle ampie coperture voltate, e da una fitta oscurità, puntualmente rischiarata dai piccoli lucernai, che attraversano le volte di copertura, e dalle strette imboccature delle troniere.

Questi spazi, a quota differente rispetto al piano del camminamento e attualmente inaccessibili dal piano terreno, sono occupati da materiale di risulta. Possono considerarsi “la vera sorpresa del progetto” e saranno fruibili per la prima volta: uno spazio militare della città rinascimentale, incontaminato. Gli ambienti saranno illuminati naturalmente, dalle sole luci radenti delle cannoniere. Il recupero offre una superficie utile di 470,00 mq complessivi.

I bastioni accoglieranno funzioni compatibili con la loro tipologia costruttiva: mostre tematiche di tipo conoscitivo-didattico-divulgativo (sull’architettura militare, le città fortificate, etc.) e/o altri allestimenti suggestivi che traggono spunto dalle specificità del sito (locali casamatta in semiombra vengono trasformati in ambienti per rappresentazioni sensoriali con giochi di luci riflesse, suoni, etc.).
Si prevedono inoltre installazioni sensoriali, video, espressioni d’arte, suoni, creatività contemporanee, in un percorso – messo in relazione con lo spazio urbano e con il sistema delle mura – che consentirà una esplorazione virtuale di un luogo fino ad oggi sconosciuto, che diventa anche punto di incontro in dialogo con la città.

Gli interventi previsti nei bastioni sono:

  • svuotamento materiale di risulta;
  • ripristino delle aperture dei lucernai;
  • fornitura di passerelle in acciaio per la percorribilità del piano di calpestio;
  • formazione di intonaco e di pavimentazioni in cocciopesto;
  • ripristino delle rampe di accesso esistenti dal camminamento esterno (a q.+5.30 e a quota +3.50);
  • realizzazione di due ascensori panoramici e scale di sicurezza ( vie di fuga )per accessibilità ai vari piani;

 

Recupero dell’edificio su via Leonardo Leo necessario per il funzionamento del circuito di fruizione

L’edificio su via Leonardo Leo, da restaurare e riutilizzare, è previsto come punto di accesso al sistema delle mura. Fa parte del sistema di riqualificazione delle aree esterne e limitrofe, indispensabili per la creazione delle condizioni di percorribilità pedonale e carrabile lungo le mura

E’ il punto di partenza del percorso sopraelevato: avamposto turistico, sede di servizi primari per l’accoglienza del visitatore (servizi igienici, bookshop). Si riformula l’organizzazione interna di questo spazio per renderlo più funzionale alle esigenze del visitatore, come polo di interscambio verticale fondamentale fra il percorso esterno della strada e quello esterno sulle mura, nel rispetto dei suoi valori architettonici.

 

Creazione percorso fruizione sotto-sopra dentro le mura

Sia su via Leonardo Leo che sull’area ex Carlo Pranzo, l’intervento prevede il ripristino della percorrenza, in tutta la sua lunghezza, del camminamento in cima alla cinta muraria, con accesso diretto ai due Bastioni. In corrispondenza di palazzo Giaconia si raggiunge il giardino storico, attraverso due scale esistenti all’interno dello spessore della muraglia.

Non si ripropone invece la ricostituzione delle due rampe esistenti ai lati del corridore tra i due bastioni ancora visibili: la pendenza prevista nel progetto a base di gara non le renderebbe percorribili, per cui viene sensibilmente migliorata, rendendola praticabile, la soluzione per la rampa che supera il dislivello fra il camminamento e il piano del corridoio di accesso ai bastioni.
Questa percorribilità, verificata in tutti i suoi aspetti, consentirà l’accesso in sicurezza anche agli spazi interni dei bastioni, che avranno una destinazione museale-comunicativa. Il percorso consentirà un’esplorazione inedita di spazi, forme e linguaggi di un luogo fino ad oggi sconosciuto, del quale vengono violati intenzionalmente sacralità, silenzi e staticità multisecolari: non più solo testimonianza di “Lecce fortificata”, da osservare a distanza, ma anche spazi di singolare bellezza che parteciperanno del nuovo circuito di fruizione turistico-culturale.
In sintesi, ecco gli interventi per ripristinare la pubblica percorribilità previsti dal progetto:

  • lo scavo del fossato secondo a quota – 4,40 m e fino a quota del banco di roccia, -2,00 m
  • individuazione di via Leonardo Leo come strada di accesso al sistema delle mura
  • individuazione dell’edificio come ingresso con lavori di restauro e rifunzionalizzazione
  • installazione di nuovo sistema di collegamento verticale (scala/ascensore) e orizzontale (passerella) per l’approdo in quota al piano di camminamento esterno sulle mura.
  • rimozione delle opere realizzate dai militari per l’utilizzo del camminamento quale percorso di ronda interno dell’ex carcere San Francesco (garitte in muratura e percorso posticcio
  • realizzato sul piano di camminamento originario, oramai in disuso e resi inaccessibili dagli stessi militari);
  • revisione generale della pavimentazione solare dei camminamenti con smontaggio e recupero delle lastre di pietra calcarea, l’estirpazione in profondità di radici della vegetazione infestante, il rifacimento della impermeabilizzazione e la riconfigurazione pendenze per il convogliamento delle acque piovane;

 

 

Giardino Giaconia

Il giardino, vasto e scoperto, sorge tra il prospetto posteriore del Palazzo cinquecentesco e la cinta. Limita ad Ovest la cinta muraria fortificata. Il terrazzamento superiore, a ridosso delle Mura perimetrali a quota m. +1.45 e + 1.90, è originario. Attualmente è in stato di abbandono e necessita di un intervento di recupero dell’intero sistema a verde, che sarà inserito nel circuito di fruizione. Si confermano tutte le operazioni di restauro previste sul pergolato metallico, in cattivo stato di conservazione, e sulle colonnine in pietra leccese.

 

 

Il progetto in otto punti

1. Edificio d’ingresso pedonale: accoglienza turistica, bar-ristoro, book shop, ascensore per il superamento delle barriere architettoniche, servizi e ottimizzazione del posizionamento delle macchine di condizionamento, in vano tecnico all’aperto.
2. Pensilina pedonale: collegamento fra l’edificio ingresso e le Mura.
3. Pavimentazione di via Leonardo Leo: fascia in stabilizzato in adiacenza alle mura, e fascia carrabile in pietra di Apricena.
4. Camminamento sopra le Mura.
5. Camminamento sul corridore di collegamento fra i bastioni Est ed Ovest: superamento delle barriere architettoniche tramite rampa con pendenza massima 8%.
6. Ottimizzazione del posizionamento delle macchine dell’impianto di trattamento d’aria e schermatura di sicurezza delle stesse.
7. Accessibilità e percorribilità verso il banco di roccia riportato in luce e affaccio sul fossato da Piazza dei Bastioni.
8. Accessibilità e percorribilità pedonale verso il banco di roccia riportato in luce e affaccio sul fossato dal Piazzale Carlo Pranzo