La pietra angolare di B5 si chiama Real Albergo dei Poveri. E’ l’estate del 2000 quando Francesca Brancaccio organizza un Raggruppamento Temporaneo di Professionisti (RTP) per partecipare al bando di gara per il restauro dell’edificio più grande mai costruito a Napoli.

L’RTP Croci-Repellin risulterà vincitore e Francesca, giovane professionista e unica napoletana, ritornerà dalla Francia, paese in cui aveva scelto di vivere, a lavorare all’ombra del Vesuvio.

La prima pietra di B5 s.r.l. come studio di progettazione.

La seconda la posano il fratello Ugo, ingegnere strutturista prima in Portogallo e poi negli Emirati Arabi Uniti, e lo studio di architettura dei genitori, Sergio Brancaccio ed Ersilia Carelli.

Sin dal momento originario, dunque, B5 si intersecherà il proprio lavoro con istituzioni, interessi della collettività e titoli di giornale. Inevitabile quando si fa restauro architettonico.

Il mestiere di progettista, architetto o ingegnere che sia, somiglia un po’ a quello dello sceneggiatore cinematografico. Si elaborano idee che qualcun altro dovrà realizzare.

A farlo sono imprese e maestranze, con la supervisione di un direttore dei lavori.
Se quindi il progettista è lo sceneggiatore, il direttore dei lavori è il regista, e le maestranze gli interpreti. La capacità di cooperazione tra le varie figure è fondamentale, in particolare per gli edifici dal grande valore storico e monumentale.
Da un altro punto di vista, progettisti, direttore dei lavori, imprese e maestranze sono quelli che realizzano le richieste del committente. Nel farlo raccolgono informazioni, approfondiscono conoscenze, gestiscono problematiche, elaborano soluzioni. Diventano coloro sulle cui gambe cammina o si arresta un progetto.

E’ in questo cammino appassionante, nel tempo che va tra i lavori in corso e l’inaugurazione, che si accumulano notizie, si annidano inesattezze, a volte corto circuiti nella comunicazione, altre impazienza o conflitti. Fa parte del gioco. Alla fine una soluzione si troverà.

Questa sezione è un contenitore: lo riempiremo raccontando il nostro punto di vista, facendone una piccola agorà del confronto sia teorico che delle scelte concrete, spiegando le soluzioni adottate per incontrare le esigenze dei committenti, e quelle, a volte più affascinanti, nate dalle difficoltà e dal lavoro collettivo.

Un luogo per far conoscere.
Un luogo per conoscere e farsi conoscere.
Essere in rete d’altronde vuol dire proprio questo, farsi attraversare dagli altri.

L’importanza e la qualità dei nostri lavori, quasi lo impone: oltre al Real Albergo dei Poveri, abbiamo curato la progettazione del restauro del Colosseo, quella del restauro del castello di Acerra, la Certosa di San Martino, le Catacombe di San Gennaro, l’ex Zolfiera di Tufo, il Maneggio coperto della Reggia di Portici, Villa Montesano a San Paolo Belsito, e molti altri.

Una sezione dove inseriremo anche rassegne stampa, partecipazioni a eventi e conferenze e iniziative degne di nota. Forse un blog.
In uno slogan: dove illustrare il cammino delle nostre idee.
E magari pure quelle di qualcun altro.