Consulenza tecnico-amministrativa e assistenza al RUP per il progetto definitivo del completamento della bretella di Monte Sant’Angelo comprensivo dell’ideazione artistica – Napoli

 

Committente: S.E.P.S.A. – S.p.A.
Anno: 2005
Importo opera: € 50.000.000,00
Impresa esecutrice:

Anish Kapoor nel progettare le mega sculture delle due entrate della stazione metropolitana di Monte Sant’Angelo, nella zona Ovest di Napoli, si è ispirato al paesaggio mitico dei Campi Flegrei: ha così tradotto nel suo personalissimo segno l’immagine della “porta degli inferi” che i latini ponevano non distante da quest’area, nel lago d’Averno. L’idea del cratere che conduce al viaggio sotterraneo è evidente in corrispondenza dell’entrata Università. Una scultura “a bocca” di acciaio corten avvolge le scale mobili, dando all’ingresso-uscita quasi un senso di inviolabilità.

Posta tra via Cinthia e via Traiano la stazione metropolitana è costituita dall’insieme di quattro elementi: entrata Università, entrata Traiano, Cunicoli e Camerone.
La zona dell’opera d’arte, in corrispondenza dell’entrata Università, è decorata da una pavimentazione in pietra bianca, dalla cui superficie emergono due sculture d’ingresso indipendenti, che ospitano scale mobili, scale fisse e ascensore di collegamento con l’interno della stazione. L’accesso principale avviene attraverso due scale mobili accoppiate, oggetto dell’intervento scultoreo.

L’accesso con gli ascensori per arrivare alle banchine metropolitane è collocato in una scultura “a scatola” oblunga in acciaio inossidabile.

Nell’entrata Traiano l’opera d’arte si trova invece all’interno del pozzo della nuova stazione. Qui si sviluppano, in un volume unico e vuoto, le rampe d’accesso.

L’opera è una scultura curvata tridimensionale a forma di “ciambella” sospesa, bilanciata sugli spigoli del pozzo. L’ingresso principale è al di sotto della struttura a otto di alluminio lunga circa 35 metri che copre, in parte, l’uscita e accoglie i viaggiatori. Anche in questo caso gli ascensori si trovano in un secondo volume a forma di parallelepipedo in vetro nero, sospeso nel vuoto del pozzo.

L’area di pertinenza è pavimentata con cubetti di pietra lavica. L’intervento artistico, in entrambi i casi crea una sorta di abbraccio avvolgente quando i passeggeri attraversano la scultura per recarsi nel terminal vero e proprio: il Camerone – caverna lunga 110 metri e alta 14,5 metri attraversata da due ponti di sezione variabile che collegano varie uscite – e ai cunicoli lasciati non rivestiti, in cui l’unico elemento caratterizzante è il pavimento in lucido marmo nero staccato dalle pareti, che riflette le volte della galleria.

Frutto della dialettica tra due gruppi di lavoro, quello dell’artista e quello dell’ente committente, il progetto ha dovuto tener conto delle strutture della linea già realizzate, al fine di poterle utilizzare nell’ambito della elaborazione. Nonostante questa attenzione, l’opera si trova al centro di polemiche per gli alti costi e per il fatto di essere stata affidata evadendo la procedura del concorso.