Progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva, direzione dei lavori e coordinamento per la sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, misura e contabilità per i lavori di Ripristino strutturale e Restauro Conservativo dell’ex Convento di Santa Maria di Loreto – 1°Lotto; progetto esecutivo in corso di validazione;

Committente: Comune di Marsicovetere
Importo opera: € 525.000,00
Anno: 2012

 

Descrizione

I ruderi del convento di Santa Maria di Loreto si trovano in località Santa Maria d’Aspro, non lontano dal centro abitato di Marsicovetere, in provincia di Potenza, su un pendio naturale, lungo la strada che collega l’abitato di Villa D’Agri con Marsicovetere, a circa due chilometri dalla SS 598.

L’area emergente si estende su una superficie lorda costruita di circa 1418 metri quadri e, fra le numerose presenti nei dintorni, è una delle più pregevoli testimonianze architettoniche ereditata dal passato, il cui nucleo risale al XIV secolo.

Un antico complesso, gravemente compromesso dai terremoti del 1857, del 1980 e del 1998, che è diventato rudere a causa della successiva incuria. Oggi è sottoposto ad azioni di agenti atmosferici e di vegetazione infestante, che stanno aggravando il progressivo degrado e la perdita delle strutture e dei materiali superstiti. Le reliquie consentono tuttavia di far percepire l’imponenza dell’antico complesso, di cui permangono tracce significative, che consentono di leggere la presenza di un convento – articolato intorno ad un chiostro, con corridoi, celle, portici, giardini e orti, cunicoli e passaggi segreti – di una chiesa con abside, nicchie e altari, e di una torre campanaria.

L’accesso al complesso conventuale di Santa Maria di Loreto è accidentato: è possibile raggiungere l’edificio da Sud, in corrispondenza del parcheggio dell’Ospedale Civile Villa d’Agri, percorrendo un primo vialetto tracciato e poi inerpicandosi per i campi; o da Nord, dalla strada provinciale, attraverso una rampa che aiuta a superare il dislivello, per poi diminuire in discesa le quote di pendenza, man mano che ci si dirige verso l’edificio.

Il quadro fessurativo e i dissesti registrati riguardano in primo luogo la consistenza generale delle murature: lo stato di avanzato degrado della malta, soggetta a fenomeni di erosione per gli agenti atmosferici, e il venir meno della funzione coesiva con i conci, ha prodotto vistose lacune con relativa espulsione del materiale lapideo. È stata inoltre rilevata la notevole presenza di erbe infestanti che, in concomitanza con i fenomeni di erosione, hanno causato parziali crolli delle cortine.

L’intero complesso è privo di qualsiasi traccia di struttura lignea originaria. Esposta agli agenti atmosferici, ha subito azioni di degrado e polverizzazione.

Limitate porzioni di legno, in cattivo stato di conservazione, sono presenti in corrispondenza di talune piattabande, sicuramente inserite in tempi più recenti. Limitate sono anche le parti in cemento armato esistenti, in particolare relative ad un cordolo sommitale lungo le murature della chiesa e a talune piattabande.

 

Il progetto

Gli interventi previsti nel progetto definitivo e successivamente in quello esecutivo sono orientati principalmente al consolidamento delle strutture superstiti. Dopo aver rilevato il forte stato di degrado della malta e la quantità elevata di conci espulsi e porzioni murarie crollate, è stato privilegiato un intervento di tipo conservativo: pulitura e scarnitura dei conci, iniezioni di malta adeguata in profondità e listellatura finale dei giunti. Nei casi di crolli o espulsione dei conci, si è deciso di ripristinare la lacuna con la ricostruzione o parziale integrazione di essa.

Si prevede un puntuale inserimento di telai metallici solo in corrispondenza dei muri di spina crollati, per ristabilire un giusto contrasto alle murature in elevazione e restituire un ritmo architettonico degli spazi. I telai sono realizzati con piatti in acciaio corten e irrigidimenti a T bullonati. Poggiano su plinti sistemati su porzioni di murature di sacrificio realizzate sulle parti di mura esistenti, e collegati fra loro sul piano orizzontale, alla base, sempre da elementi metallici poggiati sulle murature.

Per il solo ambiente della chiesa si prevede di realizzare una struttura metallica di copertura, a protezione degli strati archeologici; si prevede la realizzazione di una nuova “capriata” contemporanea, realizzata con due setti accoppiati di forma triangolare in acciaio corten, posti in corrispondenza dei pieni, in relazione all’antica scansione della copertura originaria, e poggiati sul cordolo esistente della muratura.

Si prevede inoltre di realizzare un sistema di canalizzazione per le acque piovane e un generale diserbo, oltre a un sistema di illuminazione esterna ed interna dell’area. Per i cordoli e gli elementi in cemento armato si interverrà senza attuare la demolizione delle parti, che comprometterebbe ulteriormente le murature originarie, ma effettuando operazioni di pulitura meccanica manuale con spazzole per l’eliminazione dei depositi incoerenti. Per la protezione della sommità della muratura si prevede la realizzazione di copertine con frammenti di pietra locale mescolata a malta di calce, con integrazione e restauro dei frammenti sommitali e dopo un adeguato consolidamento, ricostruzione e ricomposizione.

Queste parti saranno realizzate in leggero sovrasquadro rispetto alle superfici in muratura, con l’opportuno accorgimento della realizzazione di un tratto rompi goccia, per rendere l’intervento distinguibile e potenzialmente compatibile dal punto di vista tecnologico con le murature esistenti.

Si prevedono operazioni di integrazioni e puntuali rifacimenti delle volte in muratura, con pietre e mattoni di dimensioni e tessitura analoghe a quelle rilevate. Nella zona corrispondente al chiostro sono evidenti le tracce di un porticato, con volte a crociera, colonne in pietra e resti di peduncoli in pietra e scaglie di laterizio addossati alla parete Ovest. E’ possibile leggere l’antica presenza di 9 campate.

Per una migliore percorribilità del complesso e una migliore comprensione e lettura dell’invaso, si restaurerà la prima campata, quella addossata alla parete della chiesa e in diretto contatto con il vano di collegamento, recuperando la volta a crociera esistente e ricostruendo in anastilosi il porticato, utilizzando una delle colonne in pietra che sono depositate nelle vicinanze del chiostro.

Tutte le pavimentazioni a oggi rilevate – o quelle che dovessero emergere in fase di realizzazione – vanno conservate in situ e restaurate previa pulitura ed eventuale riposizionamento. Le parti lacunose saranno sostituite da nuova pavimentazione in coccio pesto.

Per garantire l’accesso in sicurezza dalla strada provinciale, a Nord, e dall’area di parcheggio pertinente all’ospedale, a Sud, e per sottolinearne la vocazione di polo di attrazione all’interno di un articolato itinerario turistico della zona, si prevede la realizzazione di una cordonata naturalizzata che attraversa, secondo le pendenze esistenti, l’asse nord-sud, e un percorso ciclopedonale in terra stabilizzata.

Per le pavimentazioni di accesso dalla strada, si prevede la realizzazione di un camminamento in terra battuta stabilizzata, che consenta di superare le quote di dislivello.