Progettazione definitivo per il restauro di facciate e spazi comuni e Direzione lavori e coordinamento per la sicurezza del palazzo ottocentesco di Vico Vetriera, 12 – Napoli

 

Il contesto urbano

Il palazzo è a Napoli, in vico Vetriera 12,  e fa parte di un lotto urbano che comprende il Cinema-Teatro delle Palme.
Rientra nella municipalità di Chiaia–Posillipo–San Ferdinando.

Vico Vetriera è parallelo a via dei Mille-via Filangieri, arterie che uniscono piazza Amedeo con piazza dei Martiri: furono aperte a cavallo tra ‘800 e ‘900, con la costruzione di edifici eclettici e liberty, quali Palazzo Mannajuolo, palazzo Leonetti, palazzo Carafa di Roccella e altri illustri edifici: il primo sorge in adiacenza alle rampe Francesco d’Andrea che portano alle Rampe Brancaccio, il secondo ospita i consolati britannico e spagnolo, il terzo è sede del museo d’arte moderna PAN.

 

Il palazzo

L’edificio si sviluppa su otto livelli fuori terra e uno interrato, destinato ad accogliere le cantinole; il piano terra e il primo piano sono in aderenza alla proprietà del Teatro Cinema delle Palme. All’ingresso si viene introdotti in un cortile di uso comune con il cinema e un altro condominio. Superato il cortile si arriva in prossimità del portone in ferro e vetro, dal quale si entra nell’androne.

L’androne versa in discreto stato di conservazione: il portone d’ingresso in ferro e vetro richiede una pulitura, previa carteggiatura, e un trattamento protettivo; anche l’intonaco si presenta in buono stato, se si esclude la parte basamentale, che risulta degradata da umidità di risalita. Da riprendere gli elementi in legno, perché presentano piccoli disallineamenti in diversi punti. Le pavimentazioni e i gradini in marmo hanno uno strato di patina e mancano di alcune parti: si prevede la lucidatura dei gradini, la tassellatura delle parti mancanti e l’arrotatura con relativa levigatura.

Lo stabile ha strutture portanti verticali in muratura di tufo, orizzontamenti realizzati in solai latero–cementizi; i collegamenti verticali sono assicurati da due corpi scala A e B, formati da rampe e pianerottoli in cemento armato (c.a.) e gradini in marmo bianco venato; i pianerottoli, così come l’androne, sono coperti da una pavimentazione in marmo alla veneziana. Nella scala A su ogni piano vi sono tre ingressi alle abitazioni, nella scala B soltanto due; in entrambe c’è un vano ascensore ricoperto da una rete metallica che protegge l’impianto meccanico.

Il corpo scala A presenta infissi in legno leggermente degradati: particolarmente rovinato è l’intradosso della copertura; il corpo scala B, sprovvisto di aperture, ha un lucernario di copertura in acciaio e vetro, ricoperto da una rete di protezione, perché i profilati sono arrugginiti in più punti. E’ prevista la riprogettazione del lucernario.
Ogni corpo scala è dotato di impianto luci e di luci di emergenza; l’intonaco appare in buono stato, ma la tinteggiatura risulta opacizzata; si notano numerosi fili di impianti non opportunamente protetti né razionalizzati nella distribuzione.

 

I prospetti esterni

I prospetti esterni sono scanditi in maniera regolare da finestre e balconi; alcuni balconi hanno solaio in putrelle e voltine di tufo, altri (evidentemente sostituiti in una fase successiva a quella originaria) una soletta piena in cemento armato; le pavimentazioni sono state modificate a discrezione dei singoli condòmini e in linea di massima presentano rivestimento in marmo e scaglie di marmittoni; su alcuni balconi si ritrova il parapetto originario, con colonnine e paraste in pietra, altri, invece, hanno ringhiere in ferro.

I balconi esterni in cemento armato, presentano consistenti distacchi nei frontalini e nei sottobalconi, con messa a nudo dei ferri di armatura e formazione di incrostazioni di ruggine. Il progetto ha previsto la reintegrazione del copri-ferro e del materiale, con la spazzolatura dei ferri di armatura ossidati e arrugginiti e un successivo trattamento con boiacca antipassivante.

Le facciate sono in un discreto lo stato di conservazione, anche se la tinteggiatura e le ringhiere registrano segni di invecchiamento e fenomeni di dilavamento o di alterazione chimico/fisica.

La tinteggiatura è di colore giallo e lesene nei cantonali di una tonalità più scura; le fasce marca-piano e la cornice sottogronda sono di colore marrone, le mostre e le decorazioni delle finestre e dei balconi sono modanati e tinteggiati di un giallo più forte di quello del fondo. A rinforzo della parte basamentale, per il primo livello nell’angolo tra il prospetto Sud e quello Est (per circa 5.60 m) è presente un rivestimento a stucco in finto bugnato.

Maggiori segni di degrado ambientale si presentano sulla facciata Nord, per l’apposizione di verande esterne dallo stile variegato e le manomissioni sulle pluviali, sulle tubazioni e sulle mostre delle finestre. Il progetto ha previsto una generale revisione degli intonaci fino al 30 % dell’intera superficie con conseguente spicconatura delle zone che si rivelassero pericolanti e relativo rifacimento dell’intonaco in quei punti; per l’intera superficie si prevede comunque un rifacimento generale della tinteggiatura.