Studio di fattibilità per il “People Mover” di collegamento tra Lancusi – Campus – Fisciano Stazione RFI – Fisciano Rettorato – Fisciano Campus

Committente: Per EAV (Ente Autonomo Volturno), Techne Studio Tecnico Associato S.r.l.
Anno: 2008
Importo presunto lavori: € 70.000.000,00

Per collegare i due poli universitari di Baronissi e Fisciano è stato previsto un People Mover: un collegamento ferroviario con trazione a fune, dotato di sistemi di controllo TVCC, Posto Centrale di Controllo (PCC) e sistemi di sicurezza ATC.

L’intervento prevede nella stazione di Fisciano, che sorge sulla tratta RFI SA-MSS, un punto di scambio tra le due linee in esame.

La lunghezza totale è di km 3+040.30. E’ percorsa da due convogli con capacità complessiva di 200 passeggeri e si sviluppa prevalentemente a singolo binario, se si eccettua un breve tratto, da km 1+426.53 a km 1+612.67, dove raddoppia per permettere l’interscambio.

Lungo la linea sono presenti 4 fermate: “Terminal Città dei Giovani” alla progr. km 0+000, “Fermata Fisciano” alla progr. km 0+575.03, “Fermata Rettorato” alla progr. km 2+465.33 ed infine “Terminal Campus” alla progr. km 3+040.30.
La trazione a fune del People Mover, comporta due locali tecnici nelle fermate di Terminal Città dei Giovani e Terminal Campus: una sala argano e una sala di tensionatore della fune. I locali hanno un’altezza totale di 8.00 m, dei quali 5.00 m sono da considerarsi sotto il piano banchina. Il piano interrato deve avere un accesso carrabile. Sono state previste opportune viabilità a servizio dello stesso.

Al Terminal Campus inoltre verrà costruita una cabina MT-BT, anch’essa interrata e a quota del locale tecnico.

Per ogni fermata sono previsti due tipi di intervento: di costruzione del fabbricato viaggiatori e di risistemazione delle aree circostanti con realizzazione di piazzali, aree a verde e parcheggi, lì dove non già presenti. E’ previsto anche un riordino della viabilità delle aree interessate.

Le fermate sono di due tipi: i due terminal a raso e le due intermedie in trincea. La linea del People Mover, invece, si sviluppa in rilevato, trincea, raso, galleria artificiale e viadotto.

Prima di procedere alla realizzazione del rilevato ferroviario bisogna assicurare un idoneo piano di appoggio al rilevato stesso.

Si procede quindi all’operazione di “scortico”, cioè l’asportazione del terreno vegetale più superficiale (in genere per una profondità di circa 20-30 cm); questo terreno viene conservato per essere successivamente usato a copertura e protezione delle scarpate del rilevato stesso e per favorire l’inerbimento.
Lo scavo è riempito con materiale arido (pietrame pulito e asciutto) di pezzatura idonea; quest’ultimo accorgimento – e il posizionamento di uno strato di materiale con opportune caratteristiche di filtraggio e resistenza, unito al preventivo costipamento del piano d’appoggio – garantiscono l’assenza di risalita capillare dell’acqua presente nel sottosuolo, la separazione tra le parti fini del terreno e il materiale arido posto sopra e una corretta distribuzione dei carichi provenienti dal rilevato.

Il rilevato viene formato con l’ausilio di macchine operatrici che si differenziano a seconda del materiale da trattare. Si hanno così la stesa, il costipamento e la configurazione di successivi strati (di spessore pari a circa 30-50 cm) di materiale con determinate caratteristiche – proveniente da cave o dagli scavi effettuati nel cantiere – fino al raggiungimento della quota prevista.
La linea del People Mover, inoltre, attraversa due tratti in galleria lunghi 461.77 m e 142.89 m; in particolare il primo tratto parte dal km 0+083.70 e termina al km 0+545.38; il secondo va dal km 2+062.42 al km 2+205.31.

La realizzazione della galleria artificiale di progetto avviene, sia in questa fase di progettazione che nelle successive, nel rispetto dei requisiti e in conformità a quanto richiesto dal DM 28 ottobre 2005 e dal manuale di progettazione RFI.

Le gallerie previste lungo il tracciato della linea di progetto sono:

  •  galleria artificiale con diaframma
  •  galleria artificiale con pali

Oltre le gallerie, la linea del People Mover prevede due tratti in viadotto, uno molto breve di lunghezza pari a 33.00 m e l’altro di 673.40 m.
La linea, come accennato,  è a binario singolo, a esclusione di un piccolo tratto a metà tracciato, in cui raddoppia per consentire l’interscambio; è qui che ricade l’opera denominata “secondo viadotto” che avrà lunghezza totale pari a circa 186 m.
Il viadotto ferroviario corre longitudinalmente su appoggi unidirezionali con interasse di 20.00 m costituiti da pile di varie altezze, per un massimo di circa 13.00 m, che scaricano su fondazioni indirette. L’impalcato è costituito da una travatura reticolare a via inferiore formata da elementi tubolari metallici opportunamente trattati in modo da proteggerli dagli agenti atmosferici.

La travatura reticolare poggia, mediante pulvini, su pile in cemento armato a sezione circolare piena, con diametro di 80 cm, che scaricano su fondazioni indirette come plinti su pali. In particolare ogni pila è fondata su un plinto a base quadrata di lato pari a 5 m e di altezza pari a 1 m, che a sua volta scarica su quattro pali di sezione f 1000.

Per salvaguardare il manufatto dagli attacchi degli agenti atmosferici, oltre alle strutture metalliche verranno protette con membrane impermeabilizzanti anche le parti in calcestruzzo armato dell’impalcato. Si tratta di membrane usate comunemente per ponti e viadotti, con buone caratteristiche anche di resistenza meccanica, viste le sollecitazioni a cui sono sottoposte.