Progettazione definitiva, esecutiva, direzione lavori e coordinamento della sicurezza per i lavori di restauro delle facciate e dell’androne, consolidamento statico e miglioramento sismico dell’edificio di via Aniello Falcone 302 – Napoli

Committente: Condominio via Aniello Falcone n° 302
Anno: 2008
Importo opera: € 164.557,75

Il palazzo è in via Aniello Falcone, al civico 302.
E’ in posizione arretrata rispetto al fronte stradale, separato da un vialetto delimitato da una recinzione. L’ingresso è presidiato da un cancello in ferro.

Si articola in quattro livelli fuori terra e un piano interrato, dove ci sono i locali cantina, serviti da una scala ubicata nell’androne del palazzo.
L’edificio ha strutture in cemento armato e copertura piana praticabile. Sulle facciate, gli elementi architettonici più significativi sono: le cornici in stucco dei balconi e delle finestre, l’aggettante cornicione posto a coronamento della linea di copertura, il finto bugnato che corre come basamento dell’edificio per l’intero piano terra e le paraste in stucco poste agli angoli del fabbricato. Gli infissi sono in alluminio con elementi oscuranti in legno, mentre i balconi, poco aggettanti, presentano ringhiere in ferro.
Dal portone di ingresso, delimitato da un’apertura arcuata, si accede all’androne, in cui sono disposte le cassette postali e, attraverso una larga scala costituita da quattro gradini, si arriva a un piano rialzato, che porta alla scala delle cantine. Un altro portone in legno e vetro conduce a un secondo ambiente, in cui si trovano il corpo scala, il blocco ascensore e gli ingressi a due unità immobiliari.
Gli interventi, in linea con il Regolamento Edilizio del Comune di Napoli, sono i seguenti:

• restauro delle facciate;
• restauro dell’androne;
• restauro del cantinato;
• risistemazione dell’area esterna;

Le facciate

La vista principale è su via Aniello Falcone, ma il lotto interessa anche prospetti su due vialetti privati. Tutte le facciate presentano forme di degrado tipiche dell’assenza di manutenzione, come consistenti distacchi di intonaco nella parte basamentale, sui frontalini e agli intradossi dei balconi, e preoccupanti lesioni nel cornicione aggettante. Altrove le cause di degrado sono collegabili a interventi impropri: lacune di materiale causate da azione meccanica e manomissioni, alterazioni causate da uso di materiale non idoneo e/o errata posa in opera, lesioni delle cornici in stucco dei vani e del cornicione, provocate da sollecitazione meccanica e alterazione chimico/fisica.
Dove l’intonaco è caduto si sono rilevate zone di erosione superficiale e sfaldamento della compagine muraria, soprattutto nella parte basamentale. La causa è attribuibile a fenomeni di dilavamento, con lesioni superficiali causate da sollecitazione meccanica, o da alterazione chimico/fisica, biologica o da azione eolica o agenti atmosferici.
Più gravi appaiono le lacune di materiale su superfici sagomate, provocate da azione meccanica, da fenomeni di dilavamento e di erosione, con stucchi degradati.
Consistenti alterazioni tecnologiche si sono rilevate nei balconi, dove il distacco dell’ intonaco, dovuto soprattutto ad una cattiva impermeabilizzazione della pavimentazione degli stessi, oggi è causa di ruggine, con conseguente messa a nudo delle putrelle in ferro.
Le tubazioni presenti sulle facciate laterali dell’edificio mostrano chiari segni di percolazione, inficiando così gli strati di intonaco, causandone il distacco o la formazione di antiestetiche macchie di umidità.
Si prevede di recuperare la facciata attraverso il ripristino delle parti mancanti, la riprofilatura delle cornici e dei vani rispetto al disegno originale, la pulizia del paramento murario e il consolidamento degli intonaci, ove necessario.
In particolare, tutti gli interventi che sono stati individuati come eseguiti in maniera errata o con materiali non idonei devono essere smontati, rimossi o demoliti.
Gli intonaci senza qualità devono essere rimossi con spicconature controllate.

Particolare attenzione va prestata al consolidamento degli intonaci di qualità, ovvero al restauro dei distacchi delle superfici piane, in relazione alle operazioni di protezione e fissaggio. Eguale cura è richiesta dalle modanature, per ripristinarle secondo le sagome originarie.
Le reintegrazioni di lacune sono fatte seguendo la sagoma originaria con intonaco della stessa o similare composizione di quello esistente, facendo attenzione alle sagome per le integrazioni plastiche di stucchi, al loro consolidamento e fissaggio. Le operazioni di pulitura della superficie dell’intonaco prevedono operazioni di lavaggio meccanico o chimico.
Le ante in legno degli elementi oscuranti sono in genere da restaurare. Si registrano lesioni superficiali e incrostazioni, cause di degrado del legno provocate da sollecitazione meccanica, da agenti atmosferici o inquinamento.

 

L’androne

L’androne ed il vano scala sono in un discreto stato di conservazione. Gli elementi lapidei dei pavimenti e dei rivestimenti parietali in marmo presentano superfici usurate.
E’ prevista la pulitura delle superfici in pietra sia orizzontali (pavimento e gradini) che dei rivestimenti in pietra delle pareti.
In più punti dell’androne si rilevano fenomeni di umidità di risalita, di dilavamento e di incrostazioni, e la presenza di lesioni superficiali diffuse ed estese.
È necessario, pertanto, individuare la causa dell’umidità e risolverla. Ineludibile è il rifacimento con un intonaco di buona qualità, con caratteristiche tali da far respirare le pareti.

Si prevede, inoltre, la raschiatura delle vecchie tinteggiature e l’applicazione di una nuova pittura nell’androne e per tutto il vano scala, essendo chiaramente leggibili sulla stesura dell’intonaco le tracce degli impianti elettrici.

Le cassette postali in alluminio saranno sostituite e le targhette metalliche lucidate.

Per quanto riguarda l’androne e i due portoni d’ingresso, quello principale in alluminio verrà sostituito con uno nuovo di diverso disegno architettonico ed eventualmente di diverso materiale; il portone in legno e vetro, che dà accesso al corpo scala–ascensore, sarà opportunamente scartavetrato e riverniciato, anche con vernice protettiva trasparente. Si prevede la pulitura e il lavaggio delle ringhiere in piattine di ferro, delle grate apposte alle finestre e della gabbia metallica dell’ascensore, e il trattamento di questi elementi usando inibitori della corrosione del ferro con uno smalto all’acqua.

 

L’area esterna

Per l’area esterna al fabbricato sono previsti lavori di rifacimento della pavimentazione che, attualmente, è costituita da un manto di asfalto. La recinzione e il cancello d’ingresso, entrambi in ferro, saranno lavati, puliti e trattati con agenti antiossidanti.

È prevista, infine, la chiusura dell’accesso esterno allo scantinato. Attualmente vi si arriva percorrendo una rampa di scale esterne, poste sul lato Nord dell’edificio: dal livello stradale scende al livello interrato dell’edificio, raggiungendo i locali cantina.
Con la chiusura del passaggio, verrà realizzato anche un solaio di livellamento del vuoto dovuto alla scala, dopo la demolizione di quest’ultima.

Il Cantiere

Cantiere: via Aniello Falcone n°302 – Napoli
Inizio lavori: 2009
Importo lavori: € 166.647,63;
Impresa esecutrice: L’Impresa S.r.l.