Progettazione definitiva per i lavori di consolidamento, miglioramento statico e restauro dell’edificio pre-ottocentesco di via Mergellina, 50 – Napoli

Committente: Condominio via Mergellina, 50 – Napoli
Anno: 2009
Importo opera: € 350.000,00

Il palazzo storico è a Napoli, al civico 50 di via Mergellina, strada che unisce Piazza Sannazzaro a via Posillipo.

Fa parte della Municipalità Chiaia–Posillipo–San Ferdinando.

Separato dal litorale di Mergellina dall’omonima strada e da una cortina di edifici, il palazzo sorge ai piedi dell’altura di Monteleone, accanto alla storica Fontana del Leone, già Fontana del Mergoglino, voluta nel XVIII secolo da Ferdinando IV di Borbone in occasione del rifacimento del Casino Reale a Mergellina. L’intera zona è stata modificata dalle colmate che hanno avanzato la linea di costa nella seconda metà del XIX secolo.
Di impianto pre-ottoncentesco, l’edificio ha subito nel corso dei secoli numerose alterazioni che hanno inciso in maniera sostanziale sull’assetto originario del corpo di fabbrica.

La pianta è quasi trapezoidale, con un pian terreno e cinque piani superiori che si snodano intorno ad un cortile rettangolare. Sul fronte principale, che affaccia su via Mergellina, si trova il portone di ingresso in legno con sopraluce in ferro e vetro, dal quale si accede, attraverso un androne, alla corte interna. In fondo al cortile, su uno dei lati maggiori del rettangolo di base, c’è il corpo scale di forma semiellittica.

Il corpo basso dei negozi su via Mergellina, che comprende l’ingresso all’edificio, sembra realizzato in epoca diversa dal corpo principale, intorno all’anno 1925. In origine l’edificio risultava in posizione più defilata rispetto all’attuale via Mergellina.

Il primo impianto del palazzo comprendeva quattro piani: il quinto, è stato aggiunto intorno agli anni ’30 del scorso secolo, come si deduce facilmente osservando la diversa compagine materica delle strutture portanti, verticali e orizzontali. Le strutture verticali sono infatti costituite da murature listate in tufo e laterizi pieni per il pian terreno e i tre livelli successivi, mentre il quinto e ultimo piano è stato realizzato in muratura di laterizio; le strutture orizzontali, invece, per i primi quattro piani sono costituite da volte e solai in legno e ferro, a differenza dell’ultimo livello, quello di copertura, dove troviamo travi e soletta piena in cemento armato.

Il sisma del 23 novembre 1980 causò all’edificio danni consistenti. Il condominio fu costretto a deliberare lavori urgenti di consolidamento statico e restauro architettonico delle facciate e delle parti comuni (androne, scale, cortile).

A metà degli anni ’90 furono realizzati nuovi lavori di consolidamento.
Nonostante questi interventi, il palazzo presenta una serie di problematiche strutturali, confermate da una serie di indagini diagnostiche:
– Monitoraggio lesioni sul parapetto del terrazzo sito al V piano;
– n°2 prova con il martinetto piatto singolo;
– n°2 prova con il martinetto piatto doppio;
– n°4 saggi per l’individuazione di pregressi interventi di consolidamento;

Gli interventi previsti nel progetto sono:
– restauro e valorizzazione degli aspetti e degli elementi architettonici originari dell’androne, del corpo scala e del cortile;
– rifacimento dei manti di copertura;
– trattamento anticorrosivo delle armature metalliche dei solai del quinto piano;
– parziale rifacimento di intonaci ammalorati delle facciate, dell’androne, del cortile e del corpo scala;
– adeguamento, dove necessario, degli impianti tecnologici e igienico-sanitari, anche in relazione all’isolamento del cortile con realizzazione di vespaio aerato; riposizionamento delle pendenze dell’impianto di smaltimento delle acque meteoriche;
– integrazione e revisione di pavimentazioni di qualità del corpo scala e sostituzione parziale o totale delle pavimentazioni senza qualità di androne, cortile, e coperture, ove esistenti;
– verifica, eventuale rimozione e smaltimento di materiali presumibilmente contenenti amianto;
– consolidamento strutturale dell’edificio con l’uso di materiali e tecniche innovativi e poco invasivi (es. la fasciatura di porzioni di murature con nastri di fibra di carbonio).