Progetto definitivo ed esecutivo per il restauro e consolidamento della Villa Piromallo Tresca , via Manzoni 72, 74, 76 – Napoli Committente: Privato

La Palazzina Piromallo Tresca è a Napoli, sul crinale della collina di Posillipo, in via Manzoni 74, con ingresso anche dai civici 72 e 76. E’ segnalata in catasto al foglio 9, sez. CHIAIA, particelle 84 e 223, che confinano con le particelle 160, 107 e con la stessa via Manzoni.

L’edificio e il giardino con alberi secolari circostante, sono sottoposti a vincolo di tutela ai sensi della L. 1089 del 1939 e s.m.i.,  con decreto del 5 gennaio 1993 del Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali.

La palazzina si presenta abbandonata e versa in condizioni di degrado, dovute essenzialmente alla sovrapposizione di interventi incongrui accumulatisi nel tempo, all’assenza di manutenzione ordinaria, al dilavamento.

Percorrendo via Manzoni, al civico 74 c’è il portone di ingresso della villa. Un cancello in ferro retto da due piedritti in piperno a base quadrata, su cui è riportata un’iscrizione: “In questa amena villetta Urbano Rattazzi onore d’Italia e del progresso civile cercò refrigerio alla affranta salute nell’ultimo anno della sua vita. 1873”.

Lasciandosi il portale alle spalle si entra nel parco, che ha una grandezza di circa 1500 mq, in cui sono presenti alberi secolari di altezza variabile tra gli 8 e i 15 mt; il parco presenta un manto erboso irregolare. Da qui è possibile arrivare, dirigendosi verso destra, all’ingresso principale della villa. Proseguendo dritto il terreno declina dolcemente sul fronte ovest del complesso, più basso della quota di via Manzoni (-1.25 mt).
La villa si articola su quattro livelli principali, che includono, allo stato attuale, un pianterreno in parte interrato, le coperture del terrazzo e un torrino soprastante.

La quota 0,00 di riferimento è l’attuale quota di calpestio del Livello I. La pianta del Livello 0 è posta, per la maggior superficie, a quota -3,25 m; un livello ammezzato fra il I ed il II livello è a quota + 3,70 m, il livello II a quota +5,90 m, il livello III a quota +9,80 m, la terrazza a quota +13,55 m e il calpestio del torrino a quota + 17,08 m.

L’edificio pone talune questioni sotto il profilo strutturale e della configurazione architettonica. Oltre ai problemi che sorgono dalle trasformazioni dell’edificio, al degrado dovuto a manomissioni successive (è stato adattato nel tempo a differenti funzioni), ai danni causati dai fenomeni sismici, l’assenza di un’azione di contrasto del crescente degrado è causa di diffusi dissesti statici e morfologici.

Lo studio della documentazione storica, la bibliografia, le ipotesi già formulate, l’interpretazione e la lettura diretta del monumento, le indagini conoscitive esperite attraverso sondaggi di intonaci e di murature, hanno consentito di elaborare alcune valutazioni sull’attuale configurazione architettonica dell’edificio, nel tentativo di distinguere gli apporti successivi al progetto iniziale.

Il quadro diagnostico, le valutazioni storico-critiche, il rispetto dei vincoli consentono di definire i requisiti dell’intervento.

Le modifiche del progetto iniziale, le trasformazioni e le manomissioni successive hanno contribuito a confondere le tracce di un’idea ben definita in origine. L’attuale progetto di riconfigurazione architettonica, pur scartando le ipotesi non confortate da assoluta certezza, si pone come risposta attenta e paziente alle ambiguità della storia, rifiutandosi di intervenire con epurazioni, ma piuttosto proponendosi di salvare, quando possibile, la complessità e le stratificazioni.

La scelta delle soluzioni da adottare deriva dalla valutazione degli scenari possibili; l’intervento progettuale deve configurarsi come sapiente dosaggio di azioni che, in vista della consegna del bene al futuro, rimuovano le cause dirette del degrado e incidano sulle condizioni di predisposizione e sulle condizioni aggravanti.

Il principio guida dell’intervento conserva e restaura tutti gli elementi non irrimediabilmente deteriorati e rimuove e sostituisce quanto irrecuperabile o dannoso. Un’analisi sui partiti architettonici, sul ritmo delle bucature, sugli elementi e sulla loro consistenza materica, sui risarcimenti murari, tagli, ricuciture, sulle tracce di improvvida manomissione, è stata condotta con una tecnica di osservazione visiva e di rilievo puntuale delle zone più problematiche.

Una analisi fotografica completa ha permesso di fissare lo stato dell’edificio prima dell’intervento di restauro, ma consente anche di operare raffronti, ritornare su punti oscuri da riconfermare in situ, valutare ipotesi non sempre comprensibili a occhio nudo. Altri risultati sulle volte e sulle murature sono stati conseguiti con sondaggi distruttivi strettamente indispensabili.

Il presente progetto definitivo mantiene l’integrità materiale del bene e assicura la conservazione e la protezione dei valori culturali, garantendone un uso compatibile con il loro carattere storico e artistico, in relazione alla prioritaria esigenze della loro salvaguardia ed integrità.

Le soluzioni scelte sono strettamente legate agli esiti dell’analisi architettonica e storica, dell’analisi dello stato di conservazione e delle indagini strutturali e specialistiche.

In tal senso si rispetta la tipologia intera, evitando frammentazioni degli spazi, riservando la presenza di servizi igienici per quanto necessario all’uso.

Nel confermare la vocazione residenziale della palazzina, il progetto definitivo è illustrato nella relazione, nei grafici di stato di conservazione e analisi del degrado, nei grafici di progetto.

Ecco i principali punti del progetto:

  • Nuovo ascensore con struttura in acciaio e rivestimento in cristallo
  • Nuova scala con struttura in acciaio, pedale in pietra lavica e balaustra in vetro
  • Demolizioni e ripristino dei solai alle quote originarie
  • Rinvenimenti e messa in luce di manufatti interrati
  • Sistemazione esterna e modellazione del terreno di riporto e ripristino delle quote originarie
  • Modellazione del terreno di riporto con opere di ingegneria naturalistica, propedeutica al ripristino delle quote originarie e la stamponatura dei vani finestra esistenti attualmente interrati
  • Recupero di lucernari a quote originarie
  • Riaperture e/o riconfigurazioni vani su tracce originarie o come da documentazione fotografica
  • Riconfigurazioni delle aperture a seguito del riporto in quota dei solai
  • Ripristino e riconfigurazione della scala di collegamento tra LIV 0 e LIV I su tracce originarie e ripristino e riconfigurazione della porzione di volta in seguito alla demolizione scala in ferro non originaria
  • Riconfigurazione parziale del solaio su tracce originarie e riapertura vano originario su tracce esistenti
  • Ripristino del bugnato in continuità con quello esistente, reintegrazione cornice esistente, modellazione del terreno di riporto e riconfigurazione della fascia basamentale intonacata sulle tracce originarie rinvenute
  • Demolizioni
  • Eventuali opere di isolamento mediante vespai realizzazione intercapedine tecnica di areazione